Bighe, fazioni e tifo: l'azzardo sugli spalti di Roma
Spettatori a decine di migliaia, dodici bighe lanciate a tutta velocita e una folla che scommette: il Circo Massimo era il piu grande spettacolo dell'antica Roma, e una gigantesca occasione di azzardo. La stessa passione che oggi anima chi gioca sui siti non AAMS.
Gli aurighi erano divisi in fazioni identificate da un colore: Rossi, Bianchi e soprattutto Verdi e Azzurri, le due piu seguite. L'appartenenza a una fazione era una vera identita e accendeva scommesse e rivalita feroci, in tribuna come per strada.
Sulle corse si puntava denaro a ogni giro: chi avrebbe vinto, quale fazione, quale auriga. Era una delle forme piu popolari di gioco d'azzardo dell'antica Roma, accanto ai dadi. La sorte di una corsa, come quella di un dado, era affidata alla dea Fortuna.
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Nel Circo Massimo, le scommesse erano un aspetto cruciale dello spettacolo, con decine di migliaia di spettatori che puntavano denaro a ogni giro delle dodici bighe. I partecipanti potevano scommettere su chi avrebbe vinto la corsa, quale fazione o quale auriga. Questa pratica rendeva le corse una delle forme più popolari di gioco d'azzardo nell'antica Roma, paragonabile all'uso dei dadi. La passione per il gioco e la rivalità tra le fazioni, identificate dai colori Rossi, Bianchi, Verdi e Azzurri, erano intense sia in tribuna che per strada.
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